Stemma della Porta di San Facondino Magnifica porta di San Facondino - il sito Internet
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News : 06/01/2009 - stallotteria 2009 : Stallotteria è il titolo dell’iniziativa... [CONTINUA]
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Vincitrice del Palio nelle edizioni 1970, 1978, 1979, 1980, 1981, 1989, 1995.

La Magnifica Porta di San Facondino, torre gialla in campo verde, trae origine dal nome del Santo Vescovo di Taino, tra i primi vescovi del territorio e morto nel 607, a cui è dedicata una omonima Pieve proprio nella parte del territorio del comune di Gualdo Tadino che si affacciava al di fuori della cerchia muraria proprio verso la zona nord della città.

Le spoglie di San Facondino, conservate ancora nella Pieve, sono state e sono ancor oggi venerate dai gualdesi.Porta San Facondino, unica a essere legata a un santo originario di Gualdo Tadino, trova in esso il legame saldo che unisce la parte di territorio "entro le mura" con le altre realtà situate al di fuori del Centro storico.

L'antica Porta di accesso alla città, di provata bellezza architettonica, guardava verso il monte, fonte di reddito e di sostentamento della Gualdo medioevale e fu ampliata e in parte scomparve nel 1841 in occasione dell'ingresso del corteo pontificio di papa Gregorio XVI, che aveva concesso il titolo di città a Gualdo (Valerio Anderlini - Gualdo Tadino, il territorio e le sue genti).
Porta San Facondino racchiude nel suo territorio anche Castelli quali quelli di Mori, San Facondino, Castriano (Vaccara), S. Angelo( Pal. Mancinelli ), Genga e Categge. Suo il rione Capezza, sede storica e cuore pulsante della porta con tutta la zona a valle della Rocca Flea .
Fin dalle prime edizioni dei Giochi de le Porte, San Facondino divenne la Porta da battere, il nemico principale, tanto è vero che si aggiudicò le prime cinque edizioni in maniera consecutiva e ancor oggi detiene il primato di Palii vinti.
Da sempre fiore all'occhiello della Porta il Corteo storico, tra i più ammirati sempre foriero di novità e punto di riferimento dell'intera manifestazioni, attraverso ricerche e interventi di costumisti di prim'ordine e una "squadra" di sarte che tutto l'anno lavorano per mettere in campo una sfilata unica. Ma anche la taverna di via Nucci è un punto fermo della Porta con la sua équipe di cuochi e di volontari che prestano la loro fondamentale attività per la vita di San Facondino stesso.

 

  La chiesa di S. Facondino è sicuramente la più antica del territorio gualdese ed è sempre stata a capo di una parrocchia.
Essa si originò come forma devozionale in seguito alla morte di S. Facondino, una delle figure più importanti della storia di Gualdo, allora vescovo della città romana di Tadino: secondo la leggenda venne eretta nel punto in cui due giovenchi, che trainavano il carro su cui era posto il corpo di Facondino, si arrestarono senza voler proseguire oltre.
Questa primitiva chiesa, una volta andata distrutta, venne ricostruita nelle immediate vicinanze nel primo ventennio del sec. XI: da alcune memorie risulterebbe che alla costruzione concorse persino l'Imperatore tedesco Enrico II, detto lo Zoppo, che transitava lungo la Via Flaminia: in quell'occasione le ossa del santo vennero trasferite nella nuova chiesa che, fin dall'antico, dipese dalla cattedrale di Nocera.
In essa, da tempo immemorabile, esistono tre altari, con il maggiore, dedicato al santo titolare, che conserva le reliquie di S. Facondino e del suo diacono S. Gioventino.
L'edificio, esternamente, nel corso dei secoli ha perduto la sua originale architettura: internamente, invece, si avvale di un'unica navata che appare divisa in tre parti, le prime due con volta a crociera, l'ultima con volta comune a botte e di un'abside. La sagrestia venne realizzata nella seconda metà dell'Ottocento.
Di fianco alla chiesa si eleva un alto campanile di epoca medievale, quasi una torre di vedetta, e la casa parrocchiale ricostruita nel 1880.
La chiesa, un tempo ricca di opere d'arte, oggi conserva soltanto avanzi di alcuni dipinti, alcuni dei quali opera del pittore Matteo da Gualdo.

 

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