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Giocolieri & Somarai
Il Palio di San Michele Arcangelo è da sempre considerato
la festa del somaro, il protagonista più atteso, l'animale
sul quale per un anno si sono concentrati gli interessi di tutti
i portaioli nell'attesa di conoscere domani nel corso della gara
la sua performance. Ma non è solo quello c'è sicuramente
da considerare coloro che rendono possibili i risultati dei somari,
somarai e stallieri, e coloro, arcieri e frombolieri, che completano
lo schieramento dei giocolieri. Protagonisti storici dei Giochi
de le Porte, i somari di San Facondino che hanno avuto intorno l'alone
della leggenda: Rosina, soprannominata dai portaioli 'la Principessa',
Mandolino primatista dei primi anni della manifestazione.
E la fama e l'interesse che circonda il somaro ha portato come conseguenza
attenzione e onori per coloro che li guidano durante la manifestazione
gualdese, tanto che l'Ente Giochi de le Porte ha creato anche un
riconoscimento che ogni anno viene consegnato a somarai che hanno
fatto la storia del Palio. Gente come Luigi Pasquarelli, Eugenio
Matarazzi, Dino Baragliu, Domenico Frillici, Mario Pasquarelli,
ai quali si sono aggiunti in tempi recenti Filippo Mencarelli e
Leonardo Valentini, hanno fatto la storia e la fortuna di porta
San Facondino.
Ma il Palio di San Michele Arcangelo è anche tiro con la
fionda e tiro con l'arco. L'attenzione che si riversa sui somari
talvolta porta a sottovalutare le loro performance e l'importanza
che esse rivestono per la conquista della vittoria finale.

Estenuanti spareggi per prevale sull'avversario più ostico
e insidioso o al contrario l'ultimo bersaglio sbagliato hanno voluto
dire la vittoria o la sconfitta per la propria porta. Nei primi
anni dei giochi era forse l'improvvisazione del tiratore e la freddezza
il giorno della gara a deciderne le sorti, oggi invece sono i lunghi
allenamenti che iniziano pochi giorni dopo la fine della manifestazione
a dire chi salirà sul palchetto per difendere i colori della
propria Porta.
Anche in questo settore San Facondino ha fatto scendere in piazza
protagonisti assoluto dagli albori di Giuseppe Pasquarelli, seguito
poi da Fabrizio Gelsi e Fausto Pennoni, il Peja, sino ai più
recenti Emanuele Merli e Giacomo Pericoli, nonché Simone
Frillici e Massimiliano Cusarelli.
Analogo discorso si può fare per gli arcieri, anche se in
casa gialloverde maggiore è stata la rotazione di protagonisti
in una gara di tiro con l'arco così anomala rispetto alle
altre che si disputano nei vari campionati. Così a scagliare
le cinque frecce contro il bersaglio, con alterni risultati, sono
stati Pierdomenico Baldelli, Maurizio Pasquarelli, Marcello Fazi,
Paolo Merico, Luciano Campioni , Giuseppe Vecchietti e Manuel Brunetti.
Citazione particolare merita la famiglia Pasquarelli. Mario Pasquarelli
cimentò prima con successo come arciere e poi come auriga,
ruolo già ricoperto anni prima dal fratello Luigi, che corse
anche a pelo. Il figlio di Mario, Mattia, ha vissuto da protagonista
alla guida del somaro di San Facondino il Palio del 2000. Insomma
una famiglia legata a filo doppio a San Facondino e alla storia
dei Giochi, come ci si augura ne possano emergere nei prossimi anni.
Un gruppo di persone che in questi oltre venti anni di edizione
del Palio di San Michele Arcangelo è riuscito a far si che
la Magnifica Porta di San Facondino fosse ancora in testa come numero
di edizioni vinte dei Giochi de le Porte.
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Il somaro
Da sempre il somaro è il simbolo dei Giochi de le Porte,
un animale coccolato e viziato per tutto l'anno poi protagonista
nell'arengo maggiore di due gare spesso decisive per l'assegnazione
del Palio. Le notizie sulle sue condizioni sono argomento di discussione
per tutto l'anno, da settembre a settembre fino a quando con le
prime prove nell'anello del centro storico tutto diventa più
chiaro.
A Gualdo il Somaro, da sempre amico e compagno di lavoro dei gualdesi,
è stato a lungo indispensabile, insieme al mulo, per i suoi
abitanti quale mezzo di sostentamento e di locomozione. Tradizione
che si perde nella notte dei tempi e viva ancor prima della ripresa
dei Giochi de le Porte.
Come in tutta l'Europa medioevale anche a Gualdo il somaro era inoltre
simbolo di allegrezza e di spensieratezza tanto che nelle celeberrime
feste dei Folli, ne diveniva addirittura il re. Ancor oggi i gruppi
musicali che si rifanno alla tradizione medioevale inseriscono nel
loro repertorio la canzone Orientis Partibus, che narra di un asino
venuto dalle "parti dell'Oriente".
Quando nel 1970 un gruppo di cittadini gualdesi si raccolse intorno
alla Pro Tadino per riorganizzare il Palio di San Michele Arcangelo
scelsero il Somaro come protagonista, anche a riconoscenza del lavoro
prestato nel corso dei secoli a fianco dei gualdesi.
Nacquero così le gare "a carretto" e " a pelo"
che vedono protagonista il "Somaro".
Protagonisti storici dei Giochi de le Porte, somari che hanno avuto
intorno l'alone della leggenda: Rosina, soprannominata dai portaioli
di San Facondino 'la Principessa', Sonni, Furia, Mora e il leggendario
Mandolino dei primi anni della manifestazione. Animali coccolati
per tutto un anno, sottratti alle fatiche a cui la loro natura di
bestie da soma li aveva predisposti, per un giorno diventa i protagonisti.
In ogni edizione i quattro somari che scendono in piazza cercano
di emulare i loro predecessori illustri. È il caso di Pallone,
somaro di San Martino autore di una prestazione strabiliante nel
1999 e che si è ripetuto nel 2000, sperando da quest'anno
di rientrare nel novero dei somari "indimenticabili".
Sfortunatamente la sua natura forte e robusta, le sue abitudini
sobrie e frugali e, senza dubbio, il suo carattere ostinato hanno
sempre indotto l'uomo a trattarlo con minor cura e maggior durezza
che non. gli altri animali domestici. Invece è ormai noto
che il comportamento del somaro domestico dipende in larga misura
dal suo padrone: trattato e tenuto bene si dimostra svelto, docile
e operoso, altrimenti è pigro., ottuso e testardo. Il somaro
tende ad essere dolce, riservato. affettuoso e paziente; è
capace di provare un reale affetto per coloro che lo trattano convenientemente
e riconosce il padrone senza esitazione, anche da molto lontano
dimostrando con il suo comportamento di essere lieto di vederlo.
Dotato inoltre di memoria eccellente l'asino ricorda benissimo i
luoghi frequentati d'abitudine; se seguito con cura, poi, nonostante
possa considerarsi adulto già a due anni, raggiunge facilmente
i 30 anni di età.
Spesso schernito il Somaro viene talvolta usato a simbolo di ignoranza,
ma a Gualdo trova la giusta smentita divenendo addirittura uno dei
simboli della manifestazione più importante del territorio
e soprattutto conferma di tutte le sue doti.
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