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News : 1/6/2009 - stallotteria 2009 : Stallotteria è il titolo dell’iniziativa... [CONTINUA]
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Giocolieri & Somarai

Il Palio di San Michele Arcangelo è da sempre considerato la festa del somaro, il protagonista più atteso, l'animale sul quale per un anno si sono concentrati gli interessi di tutti i portaioli nell'attesa di conoscere domani nel corso della gara la sua performance. Ma non è solo quello c'è sicuramente da considerare coloro che rendono possibili i risultati dei somari, somarai e stallieri, e coloro, arcieri e frombolieri, che completano lo schieramento dei giocolieri. Protagonisti storici dei Giochi de le Porte, i somari di San Facondino che hanno avuto intorno l'alone della leggenda: Rosina, soprannominata dai portaioli 'la Principessa', Mandolino primatista dei primi anni della manifestazione.
E la fama e l'interesse che circonda il somaro ha portato come conseguenza attenzione e onori per coloro che li guidano durante la manifestazione gualdese, tanto che l'Ente Giochi de le Porte ha creato anche un riconoscimento che ogni anno viene consegnato a somarai che hanno fatto la storia del Palio. Gente come Luigi Pasquarelli, Eugenio Matarazzi, Dino Baragliu, Domenico Frillici, Mario Pasquarelli, ai quali si sono aggiunti in tempi recenti Filippo Mencarelli e Leonardo Valentini, hanno fatto la storia e la fortuna di porta San Facondino.
Ma il Palio di San Michele Arcangelo è anche tiro con la fionda e tiro con l'arco. L'attenzione che si riversa sui somari talvolta porta a sottovalutare le loro performance e l'importanza che esse rivestono per la conquista della vittoria finale.


Estenuanti spareggi per prevale sull'avversario più ostico e insidioso o al contrario l'ultimo bersaglio sbagliato hanno voluto dire la vittoria o la sconfitta per la propria porta. Nei primi anni dei giochi era forse l'improvvisazione del tiratore e la freddezza il giorno della gara a deciderne le sorti, oggi invece sono i lunghi allenamenti che iniziano pochi giorni dopo la fine della manifestazione a dire chi salirà sul palchetto per difendere i colori della propria Porta.
Anche in questo settore San Facondino ha fatto scendere in piazza protagonisti assoluto dagli albori di Giuseppe Pasquarelli, seguito poi da Fabrizio Gelsi e Fausto Pennoni, il Peja, sino ai più recenti Emanuele Merli e Giacomo Pericoli, nonché Simone Frillici e Massimiliano Cusarelli.
Analogo discorso si può fare per gli arcieri, anche se in casa gialloverde maggiore è stata la rotazione di protagonisti in una gara di tiro con l'arco così anomala rispetto alle altre che si disputano nei vari campionati. Così a scagliare le cinque frecce contro il bersaglio, con alterni risultati, sono stati Pierdomenico Baldelli, Maurizio Pasquarelli, Marcello Fazi, Paolo Merico, Luciano Campioni , Giuseppe Vecchietti e Manuel Brunetti.
Citazione particolare merita la famiglia Pasquarelli. Mario Pasquarelli cimentò prima con successo come arciere e poi come auriga, ruolo già ricoperto anni prima dal fratello Luigi, che corse anche a pelo. Il figlio di Mario, Mattia, ha vissuto da protagonista alla guida del somaro di San Facondino il Palio del 2000. Insomma una famiglia legata a filo doppio a San Facondino e alla storia dei Giochi, come ci si augura ne possano emergere nei prossimi anni.
Un gruppo di persone che in questi oltre venti anni di edizione del Palio di San Michele Arcangelo è riuscito a far si che la Magnifica Porta di San Facondino fosse ancora in testa come numero di edizioni vinte dei Giochi de le Porte.

Il somaro

Da sempre il somaro è il simbolo dei Giochi de le Porte, un animale coccolato e viziato per tutto l'anno poi protagonista nell'arengo maggiore di due gare spesso decisive per l'assegnazione del Palio. Le notizie sulle sue condizioni sono argomento di discussione per tutto l'anno, da settembre a settembre fino a quando con le prime prove nell'anello del centro storico tutto diventa più chiaro.
A Gualdo il Somaro, da sempre amico e compagno di lavoro dei gualdesi, è stato a lungo indispensabile, insieme al mulo, per i suoi abitanti quale mezzo di sostentamento e di locomozione. Tradizione che si perde nella notte dei tempi e viva ancor prima della ripresa dei Giochi de le Porte.
Come in tutta l'Europa medioevale anche a Gualdo il somaro era inoltre simbolo di allegrezza e di spensieratezza tanto che nelle celeberrime feste dei Folli, ne diveniva addirittura il re. Ancor oggi i gruppi musicali che si rifanno alla tradizione medioevale inseriscono nel loro repertorio la canzone Orientis Partibus, che narra di un asino venuto dalle "parti dell'Oriente".
Quando nel 1970 un gruppo di cittadini gualdesi si raccolse intorno alla Pro Tadino per riorganizzare il Palio di San Michele Arcangelo scelsero il Somaro come protagonista, anche a riconoscenza del lavoro prestato nel corso dei secoli a fianco dei gualdesi.
Nacquero così le gare "a carretto" e " a pelo" che vedono protagonista il "Somaro".
Protagonisti storici dei Giochi de le Porte, somari che hanno avuto intorno l'alone della leggenda: Rosina, soprannominata dai portaioli di San Facondino 'la Principessa', Sonni, Furia, Mora e il leggendario Mandolino dei primi anni della manifestazione. Animali coccolati per tutto un anno, sottratti alle fatiche a cui la loro natura di bestie da soma li aveva predisposti, per un giorno diventa i protagonisti. In ogni edizione i quattro somari che scendono in piazza cercano di emulare i loro predecessori illustri. È il caso di Pallone, somaro di San Martino autore di una prestazione strabiliante nel 1999 e che si è ripetuto nel 2000, sperando da quest'anno di rientrare nel novero dei somari "indimenticabili".
Sfortunatamente la sua natura forte e robusta, le sue abitudini sobrie e frugali e, senza dubbio, il suo carattere ostinato hanno sempre indotto l'uomo a trattarlo con minor cura e maggior durezza che non. gli altri animali domestici. Invece è ormai noto che il comportamento del somaro domestico dipende in larga misura dal suo padrone: trattato e tenuto bene si dimostra svelto, docile e operoso, altrimenti è pigro., ottuso e testardo. Il somaro tende ad essere dolce, riservato. affettuoso e paziente; è capace di provare un reale affetto per coloro che lo trattano convenientemente e riconosce il padrone senza esitazione, anche da molto lontano dimostrando con il suo comportamento di essere lieto di vederlo. Dotato inoltre di memoria eccellente l'asino ricorda benissimo i luoghi frequentati d'abitudine; se seguito con cura, poi, nonostante possa considerarsi adulto già a due anni, raggiunge facilmente i 30 anni di età.
Spesso schernito il Somaro viene talvolta usato a simbolo di ignoranza, ma a Gualdo trova la giusta smentita divenendo addirittura uno dei simboli della manifestazione più importante del territorio e soprattutto conferma di tutte le sue doti.

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