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News : 1/6/2009 - stallotteria 2009 : Stallotteria è il titolo dell’iniziativa... [CONTINUA]
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Un momento delle gare Così la città torna in dietro nei secoli e rivive il suo affascinante passato ricostruendo gli splendori dei quattrocento, e dividendosi non solo nelle contrade imbandierate con i coloratissimo drappi ma anche nell'animo dei portaioli che esaltando lo spirito dì rivalità contribuiscono a ricostruire una atmosfera tutta medioevale.
Dopo circa sei secoli di Storia rinasce il palio di San Michele Arcangelo disputato in una piazza splendida forse un po' piccola per l'occasione date l'elevata affluenza di pubblico, ma per questo molto rumorosa e per ciò più realisticamente medioevale grazie anche alla presenza su di essa di numerosi monumenti espressione dell'arte Romanica, Gotica, Rinascimentale e Barocca, nonché del potere giuridico cittadino.
Le quattro porte tornano a sfidarsi con una vera e propria competizione alternate da gare di tiro con l'arco, la fionda e corse di somari a pelo e col carretto. Eterno compagno di lavoro dell'uomo è lui il re della festa e oggi a causa del progresso rischi l'estinzione scongiurata in parte da questa manifestazione.
La festa che ha luogo nell'ultima, settimana di settembre inizia con l'apertura delle quattro taverne suggestivi locali che conservano il loro originario assetto e che offrono prelibati piatti della cucina tipica locale.
All'ora del vespro del venerdì muovono dai propri quartieri i piccolo cortei dei vivandieri offrendo sulla piazza i frutti della fertilità della terra scambiati tra le porte in segno di amicizia.Euforia, allegria, voglia di vivere sono i fattori che costituiscono il venerdì trasfigurati dai personaggi in costume nell'attesa del Palio.
Sul far della sera dell'indomani un incessante rullo di tamburi annuncia l'ingresso sulla piazza grande, dei quattro grandiosi cortei e dietro lo sventolare delle proprie insegne rappresentate dalle austerità delle porte merlate si apre uno spettacolo di incomparabile bellezza e suggestione, c'è quanto serve a ricostruire al meglio l'atmosfera di un epoca passata; Priori, messeri e dame, tamburini, alfieri e popolani, nei loro abiti ricostruiscono spaccati della vita di allora, rinascono così le corporazioni le arti, i miti le leggende e le paure di un tempo, rappresentate dalla mistica figura della Bastula malefica donna operante la magia e la stregoneria e che incendiò Gualdo nel lontani 1237.
Notevole ed evidente il lavoro, che durante l'anno fa si che tutto prenda forma, ci si trova così in un miscuglio di colori in mezzo a splendidi velluti, festoni di alloro e vere e proprie opere d'arte realizzate dalla passione e dall'entusiasmo dei portaioli, si ricompone così un'epoca di indubbio fascino.

La lettura dei bandi e il lancio della sfida infuoca gli animi e si leva in alto un grande boato dovuto al vociare della folla incitante il proprio priore.

La domenica mattina si provvede alla pesa dei carri e al controllo di essi, perché tutto avvenga nei limiti delle regole stabilite, fatto questo i giochi del pomeriggio vengono sorteggiati per stabilire l'ordine d'inizio ed in un clima di profonda tensione ci si prepara alle tanto attese gare.

Nel pomeriggio ottocento e più personaggi in costume scendono dalla rocca Flea sulla piazza de li giochi che si trasforma in un autentico anfiteatro, animata dalle grida e dagli entusiasmi della folla interrotti per pochi attimi dalla benedizione delle armi e dei somari dopo la quale squillano le chiarine per annunciare l'inizio della manifestazione.
Un particolare della sfilata
All'imbrunire... 1 giochi vere e proprie riproposizioni delle gare che si usavano disputare nelle piazze in occasione di feste e fiere, sia alternano in quattro fasi: prima i somari con tanto di auriga e frenatore, percorrono a cronometro l'anello dei centro storico nell'eccezionale tempo di circa due minuti, prestazione notevole se si considera che a galoppare per ottocento metri è un asino. Il secondo gioco consiste nel centrare con la fionda o frombola un piatto in ceramica raffigurante il cuore della strega, con una serie di cinque tiri vince chi si aggiudica più centri. Il terzo gioco, il tiro con l'arco, ha come bersaglio un tabellone a cerchi concentrici aventi ognuno punteggio diverso, la vittoria arride a chi guadagna il maggior numero di punti. La quarta gara che è la più bella e avvincente, a volte decisiva, prevede la cavalcata dei quattro somari a pelo cioè senza sella, ripercorrendo l'anello in senso inverso, è al traguardo di questa che l'assegnazione del palio non ha più dubbi, andrà alla porta che avrà totalizzato il maggior punteggio.
E' l'epilogo della festa e i portaioli vincitori mettono al rogo il fantoccio della Bastula come rivincita su di essa per lo smacco subito. Essi ballano e cantano intorno al fuoco che si consuma.
Intanto tramonta il sole su Gualdo ed anch'esso se ne innamora colorando tutta de rosa e d'oro sta città.
Dall'indomani si ricomincerà tutto da capo si tornerà a parlare del palio e di chi l'ha vinto e a lavorare per il prossimo Settembre.
Settembre tanto atteso e desiato, Settembre mese del vino che ne rallegra la festa, mese che porti su sta piazza i colori della terra, mese dei Giochi de le porte e perciò mese in cui odi e rancori mutano in amore e gioia nell'animo di ogni gualdese che per questo attende un anno prima di immergersi in questa favola antica.

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