|
 |
 |
Così la città torna in dietro nei secoli e rivive
il suo affascinante passato ricostruendo gli splendori dei quattrocento,
e dividendosi non solo nelle contrade imbandierate con i coloratissimo
drappi ma anche nell'animo dei portaioli che esaltando lo spirito
dì rivalità contribuiscono a ricostruire una atmosfera
tutta medioevale.
Dopo circa sei secoli di Storia rinasce il
palio di San Michele Arcangelo disputato in una piazza
splendida forse un po' piccola per l'occasione date l'elevata
affluenza di pubblico, ma per questo molto rumorosa e per ciò
più realisticamente medioevale grazie anche alla presenza
su di essa di numerosi monumenti espressione dell'arte Romanica,
Gotica, Rinascimentale e Barocca, nonché del potere giuridico
cittadino.
Le quattro porte tornano a sfidarsi
con una vera e propria competizione alternate da gare di
tiro con l'arco, la fionda e corse di somari a pelo e col carretto.
Eterno compagno di lavoro dell'uomo è lui il re della
festa e oggi a causa del progresso rischi l'estinzione scongiurata
in parte da questa manifestazione.
La festa che ha luogo nell'ultima, settimana di settembre inizia
con l'apertura delle quattro taverne suggestivi locali che conservano
il loro originario assetto e che offrono prelibati piatti della
cucina tipica locale. |
| All'ora del vespro del venerdì
muovono dai propri quartieri i piccolo cortei dei vivandieri
offrendo sulla piazza i frutti della fertilità della
terra scambiati tra le porte in segno di amicizia.Euforia, allegria,
voglia di vivere sono i fattori che costituiscono il venerdì
trasfigurati dai personaggi in costume nell'attesa del Palio. |
|
| Sul far della sera dell'indomani un incessante
rullo di tamburi annuncia l'ingresso sulla piazza grande, dei
quattro grandiosi cortei e dietro
lo sventolare delle proprie insegne rappresentate dalle austerità
delle porte merlate si apre uno spettacolo di incomparabile
bellezza e suggestione, c'è quanto serve a ricostruire
al meglio l'atmosfera di un epoca passata; Priori, messeri e
dame, tamburini, alfieri e popolani, nei loro abiti ricostruiscono
spaccati della vita di allora, rinascono così le corporazioni
le arti, i miti le leggende e le paure di un tempo, rappresentate
dalla mistica figura della Bastula
malefica donna operante la magia e la stregoneria e che incendiò
Gualdo nel lontani 1237. |
Notevole ed evidente il lavoro, che durante l'anno fa si che
tutto prenda forma, ci si trova così in un miscuglio
di colori in mezzo a splendidi velluti, festoni di alloro e
vere e proprie opere d'arte realizzate dalla passione e dall'entusiasmo
dei portaioli, si ricompone così un'epoca di indubbio
fascino.
La lettura dei bandi e il lancio della sfida infuoca gli animi
e si leva in alto un grande boato dovuto al vociare della folla
incitante il proprio priore.
La domenica mattina si provvede alla pesa dei carri e al controllo
di essi, perché tutto avvenga nei limiti delle regole
stabilite, fatto questo i giochi del pomeriggio vengono sorteggiati
per stabilire l'ordine d'inizio ed in un clima di profonda tensione
ci si prepara alle tanto attese gare.
Nel pomeriggio ottocento e più
personaggi in costume scendono dalla rocca Flea sulla piazza
de li giochi che si trasforma in un autentico anfiteatro,
animata dalle grida e dagli entusiasmi della folla interrotti
per pochi attimi dalla benedizione delle armi e dei somari dopo
la quale squillano le chiarine per annunciare l'inizio della
manifestazione.
|
 |
 |
1 giochi vere e proprie riproposizioni delle gare che si usavano
disputare nelle piazze in occasione di feste e fiere, sia alternano
in quattro fasi: prima i somari con tanto di auriga e frenatore,
percorrono a cronometro l'anello dei centro storico nell'eccezionale
tempo di circa due minuti, prestazione notevole se si considera
che a galoppare per ottocento metri è un asino. Il secondo
gioco consiste nel centrare con la fionda o frombola un piatto
in ceramica raffigurante il cuore della strega, con una serie
di cinque tiri vince chi si aggiudica più centri. Il
terzo gioco, il tiro con l'arco, ha come bersaglio un tabellone
a cerchi concentrici aventi ognuno punteggio diverso, la vittoria
arride a chi guadagna il maggior numero di punti. La quarta
gara che è la più bella e avvincente, a volte
decisiva, prevede la cavalcata dei quattro somari a pelo cioè
senza sella, ripercorrendo l'anello in senso inverso, è
al traguardo di questa che l'assegnazione del palio non ha più
dubbi, andrà alla porta che avrà totalizzato il
maggior punteggio.
E' l'epilogo della festa e i portaioli
vincitori mettono al rogo il fantoccio della Bastula
come rivincita su di essa per lo smacco subito. Essi ballano
e cantano intorno al fuoco che si consuma.
Intanto tramonta il sole su Gualdo ed anch'esso se ne innamora
colorando tutta de rosa e d'oro sta città.
Dall'indomani si ricomincerà tutto da capo si tornerà
a parlare del palio e di chi l'ha vinto e a lavorare per il
prossimo Settembre. |
| Settembre
tanto atteso e desiato, Settembre mese del vino che ne rallegra
la festa, mese che porti su sta piazza i colori della terra,
mese dei Giochi de le porte e perciò mese in cui odi
e rancori mutano in amore e gioia nell'animo di ogni gualdese
che per questo attende un anno prima di immergersi in questa
favola antica. |

|
|